E' un'erbacea annuale con fusto eretto (40-60 cm), ramoso e striato. Le foglie basali, di un bel verde brillante, hanno picciolo lungo e possono suddividersi in tre foglioline in genere dentate, quelle superiori sono bi-tripennatosette; tutte emanano un odore forte e sgradevole. I piccoli fiori, di colore bianco o leggermente rosato, sono raccolti in ombrelle e compaiono in primavera-estate. Il frutto, comunemente chiamato seme, è aromatico ed è formato da due piccoli acheni di colore giallo-bruno uniti a formare una sfera. Il coriandolo non è diffuso in Italia allo stato selvatico, ma può accadere di trovare esemplari sfuggiti alla coltivazione.
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Coltivazione
Non presenta particolari esigenze di terreno ma il luogo scelto deve essere ben esposto al sole se si desidera consumare i semi; se invece si coltiva il coriandolo per il consumo delle foglie meglio optare per le posizioni più in ombra. In base al clima locale, sarà necessario porre attenzione nella scelta delle varietà da coltivare: teme infatti il gelo e saranno quindi da evitare le varietà a grutto grosso dove sono possibili le gelate tardive; in quelsto caso è meglio piuttosto utilizzare quelle a frutto piccolo, più rustiche e resistenti. Il coriandolo si semina in tarda primavera interrando a circa 2 cm i semi, dopo aver lavorato bene il terreno e mantenendo tra le file una distanza di circa 30 cm per agevolare la raccolta e le sarchiature. Al comparire della quarta foglia sarà bene diradare, lasciando tra un esemplare e l'altro circa 20 cm di distanza.
Raccolta
Nelle fresche ore mattutine, quando la rugiada si è asciugata, si tagliano le ombrelle ingiallite e si appendono a essiccare, legate in fasci lenti, in un locale asciutto, ventilato e ombroso. Quindi, si separano i frutti dallo stelo per scuotimento o battendo le ombrelle con un bastone.
Una volta essicati, i frutti - che da freschi presentano lo stesso odore sgradevole della pianta - acquistano l'aroma inconfondibile tanto apprezzato in cucina.
Qualora si sia interessati all'uso delle foglie, la raccolta andrà effettuata in autunno.
Conservazione
Del coriandolo si conservano i frutti, dopo averli essiccati secondo il procedimento sopra indicato o da soli (senza ombrelle), disposti a strati. Ben ripuliti dalla polvere e da resti vegetali, vanno riposti in vasi di vetro, al buio e al fresco.
Virtù terapeutiche
Tra le molte proprietà terapeutiche dei frutti si sottolineano quelle antispasmodiche, aperitive, digestive, carminative e stimolanti. Il coriandolo è controindicato per chi soffre di gastroenteriti e affezioni renali. In medicina e in cosmesi viene utilizzata anche l'essenza che, però, deve essere somministrata sempre dietro prescrizione medica poichè può provocare disturbi nervosi e lesioni ai reni.
In cucina
I semi del coriandolo, di sapore aromatico e leggermente piccante, sono eccellenti per insaporire carni, minestre, pane, selvaggina, marinate ecc. Sono uno dei principali ingredienti della polvere per curry.
Vengono utilizzati anche per aromatizzare diversi liquori (gin) e la birra. Nella cucina europea e italiana non è abituale usare le foglie che caratterizzano, invece, diverse pietanze sudamericane e orientali.