Dragoncello

Artemisia dracunculus

Famiglia: Asteraceae

Chiamato anche estragone, è un'erbacea perenne spogliante che forma folti cespugli (alti 50-80 cm) con radici legnose. Le foglie sono verde chiaro, lineari e lanceolate, lunghe e sottili. La fioritura ha luogo da luglio a ottobre, con fiori piccolissimi e molto odorosi, di colore giallo-verdognolo e riuniti in pannocchie. Il frutto è un piccolo achenio di colore scuro.
Oltre al dragoncello vero e proprio, originario della Russia, diffuso anche allo stato selvatico laddove sfuggito a coltivazioni familiari, è possibile reperire la varietà francese che però, essendo sterile, non si trova in natura e può essere riprodotta solo per divisione dei cespi. Per la coltivazione familiare si consiglia generalmente il primo tipo che è più rustico, anche se il secondo è molto migliore per la qualità e l'intensità dell'aroma, immancabile nei miscugli di fines herbes tipici della cucina provenzale e francese in genere.

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Coltivazione

Il terreno migliore è profondo, fertile, riparato dai venti e ben esposto alla luce del sole, poichè la pianta teme le gelate. Se si opta per la semina, sarà possibile eseguirla sia in primavera sia in autunno, effettuando in seguito un diradamento e delle zappettature per impedire lo sviluppo di infestanti antagoniste.
In caso di utilizzo di talee o cespi, conviene effettuare la messa a dimora in aprile-maggio, A fine autunno la parte aerea del dragoncello si secca e, in zone con inverni rigidi, sarà bene proteggere le radici dal freddo coprendole con paglia. Per avere sempre a disposizione un prodotto molto aromatico è consigliabile rinnovare la coltura ogni 3 anni.

Raccolta

Le sommità fiorite e le foglie dei rametti giovani si raccolgono secondo necessità. In genere si preferisce effettuare l'operazione da giugno a settembre per fini terapeutici, o anche nel tardo autunno dove il clima si mantiene mite e la pianta rimane in vegetazione.

Conservazione

Si tagliano i fusti sopra la parte legnosa e, dopo averli raccolti in mazzi, si lasciano seccare appesi in locali asciutti, caldi e ventilati. Se l'essicazione avviene troppo lentamente, l'erba perde aroma e colore e spesso annerisce, con la conseguenza di dover essere scartata. Il dragoncello essiccato si conserva in vasi ben chiusi.
E' forse più facile proteggerne il forte aroma tramite congelamento; in ogni caso il fogliame perde della sua fragranza

Virtù terapeutiche

La pianta è utile in caso di inappetenza e difficoltà digestive, meteorismo e aerofagia. L'infuso è ottimo per sciacqui orali, mentre il macerato ha proprietà digestive. L'utilizzo è però controindicato per le donne in stato di gravidanza. Per confezionare un gustoso aceto aromatico dalle virtù erboristiche, si lasciano macerare 50 g di foglie fresche di dragoncello in 1 l di buon aceto di vino rosso; dopo circa 15 giorni, si filtra il liquido e si travasa in piccole bottiglie di vetro.

In cucina

Questa erba dal sapore leggermente piccante e intenso che ricorda alla lintana quello del sedano viene usata, generalemente fresca perchè molto più ricca di aroma, per insaporire arrosti, pesce e insalate. Notissimo è il suo impiego per aromatizzare l'olio, l'aceto e la mostarda.