Detto anche finocchietto o finocchio amaro, è un'erbacea perenne molto aromatica in ogni sua parte, con grossa radice a fittone e fusto eretto (1,5 m) assai ramificato, striato. Le foglie, finemente laciniate tanto da essere filiformi, sono dotate di una guaina con la quale abbracciano il fusto. I fiori, piccoli e riuniti in vistose ombrelle, compaiono in estate. I frutti, impropriamente chiamati semi, sono due acheni schiacciati di colore grigio, striati.
Questa pianta è parente del più conosciuto finocchio coltivato, detto finocchio dolce, di cui si consuma il grumolo ingrossato. Allo stato centromeridionale in zone esposte al sole e asciutte, dalla collina al mare.
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Coltivazione
Teme il freddo e l'acqua eccessiva; per il resto è una specie molto rustica e cresce senza bisogno di alcuna cura particolare in qualsiasi tipo di terreno. Oltre che per divisione dei cespi, si propaga per seme raccolto recidendo le ombrelle fiorali prima che, seccandosi, disperdano i propri semi. Il finocchio si autosemina facilmente divenendo infestate; dopo la prima semina, probabilmente non sarà più necessario ripetere l'operazione.
inizialmente può essere seminato in piena terra in primavera (si distribuiscono due-tre semi in postarelle distanziate l'una dall'altra di 30 cm circa; allo spuntare della prima foglia si effettua il diradamento lasciando solo la piantina più vigorosa), oppure in semenzaio in autunno (mettendo poi a dimora le piantina con l'arrivo della bella stagione). Dopo che la pianta avrà prodotto il seme, si reciderà alla base perchè si formino nuovi germogli.
Raccolta
Tutto il finocchio ha un aroma intenso e per questo, oltre ai cosidetti semi, si usano le foglie, i fusti giovani, i germogli. Pochi conoscono il buon sapore della radice che, simile a una carota, si preleva in inverno da piante di un un anno (altrimenti diventa dura).
E' bene raccogliere i frutti a maturazione, tra ottobre e novembre. Le altre parti, da consumare fresche, so colgono al bisogno e , se si tratta di nuove foglie o getti, al loro spuntare, quando sono ancora teneri. Qualora i fusti siano un pò coriacei si elimina la guaina che li ricopre o, addirittura, la buccia esterna, consumando il solo midollo.
Conservazione
Dopo la raccolta in piena maturazione, i frutti vanno conservati in barattoli di vetro ben puliti.
Virtù terapeutiche
Oltre ad amidi, zuccheri e pectina, il finoscchio selvatico contiene un olio essenziale (anetolo) complesso e odoroso che facilita la digestione; per godere dei suoi benefici effetti basta masticare pochi frutti (dove lo si trova maggiormente concentrato) dopo pranzo o preparare con essi una tisana. Tra l'altro la pianta stimola la secrezione lattea donando al latte un buon sapore gradito ai neonati, attenua il gonfiore ai seni, aiuta a combattere la nause, meteorismo e aerofagia. Per la forte efficacia, nell'uso occorre rispettare le dosi prescritte dall'erborista o dal medico.
In cucina
Trova largo impiego in cucina; diviene infatti aroma indispensabile per brodetti di pesce e pesce lesso, carni e sughi, pani e focacce, nonchè dolci e liquori casalinghi dalle proprietà stomatiche. Fusti, midollo e germogli insaporiscono e completano insalate, pinzimoni e minestre.