Detta anche genziana maggiore, è una spendida pianta alpina perenne provvista di lunga radice cilindrica di colore bruno giallastro e di un unico fusto (1,5 m) fiorale eretto. Le foglie sono di grandi dimensioni, ovali, opposte, peduncolate, corte quelle inferiori, sessili quelle superiori; la pagina fogliare è solcata da nervature convergenti verso l'apice. La fioritura avviene nel corso dell'estate con grandi fiori gialli che, in numero da tre a dieci, compaiono all'ascella fogliare.
In Italia la genziana maggiore è presente in tutto il territorio alpino e appenninico oltre che in Sardegna, mentre è assente in Sicilia. Allo stato selvatico cresce in prati e pascoli al di sopra dei 2000 m di quota. Attenzione a non confonderla con il veratro o elleboro bianco (Veratrum album), pianta velenosa di aspetto simile, ma riconoscibile per i fiori bianco-verdastri, le foglie con nervature parallele e ricoperte di peluria nella parte inferiore.
In natura la genziana gialla non è più diffusa come in passato, a causa della raccolta indiscriminata di cui è stata oggetto allo scopo di prelevarne le preziose radici. Oggi è una specie protetta e in gran parte del territorio italiano la sua raccolta è vietata. Ove non sia proibito raccoglierla, si raccomanda di non eccedere, limitandosi alle quantità strettamente necessarie, e di effettuare il prelievo dell'esemplare solamente se ve ne sono molti altri nelle immediate vicinanze.
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Coltivazione
L'habitat di origine indica che la genziana maggiore può essere coltivata solo in climi montani. Si è infatti scoperto che, pur crescendo tranquillamente a quote di 400 m di altitudine, le radici iniziano a presentare quantità consistenti di sostanze amare - e quindi migliori virtù erboristiche - soltanto se provenienti da coltivazioni sopra i 900-1000 metri.
La pianta richiede terreni ricchi di sostanza organica, sciolti per favorire lo sviluppo delle sottili radici, in siti ben esposti alla luce e al calore del sole.
La riproduzione non è cosa facile, dato che i semi sono di difficile germinabilità e richiedono prima la distribuzione in semezaio all'aperto, quindi un passaggio in vaso e solo in seguito, a un anno dalla semina, il trapianto in piena terra. Eventualmente si può optare per la riproduzione per rizoma, che offre maggiori garanzie di successo.
Soprattutto nei primi anni di coltivazione occorre provvedere frequentemente alla pulizia del terreno, eliminando altre specie che possono entrare in competizione con le radici della pianta, impedendone la crescita.
Raccolta
A scopo medicinale viene usata la radice. Si può procedere alla raccolta dopo alcuni anni dall'impianto (almeno 5-7), effettuando il prelievo nel periodo di riposo, da settembre a febbraio.
E' meglio evitare l'ingestione della radice fresca, che può avere effetti moderatamente tossici.
Conservazione
Una volta raccolta, la radice va ben spazziolata per eliminare il terriccio e poi va lasciata essiccare fin quando l'interno non appaia di colore giallo. Se è destinata alla confezione di liquori, si deve farla prima fermentare per qualche giorno raccogliendo i pezzi di radice sotto un telo e solo in seguito la si farà essiccare su graticci lasciati in ambienti con almeno 30 °C. Se l'uso è prevalentemente erboristico, occorre farla seccare velocemente, in forni a 50-60 °C.
Virtù terapeutiche
Presenta diversi principi amari che ne fanno un ottimo rimedio stomachico, tonico, stimolante, antifermentativo, Occorre però attenersi scrupolosamente alle quantità indicate dal proprio erborista o medico, poichè assunta a dosi elevate può ostacolare la digestione e causare forti nausee. E' inoltre scosigliata per le donne in gravidanza
In cucina
La radice di genziana maggiore ha un sapore amaro. Trova impiego prevalentemente come aromatizzante in liquori anche di produzione casalinga dalle virtù stomachiche, digestive, aperitive.