Malva

Malva sylvestris

Famiglia: Malvaceae

E' una pianta biennale, talvolta perenne, dal portamento cespuglioso eretto o prostrato, di piccole dimensioni (60-80 cm), con fusto legnoso alla base, ramificato e villoso, e rizoma ricco di piccole radici. Le foglie sono a cinque-sette lobi brevi e arrotondati, con margine dentato e lunghi piccioli, coperte da rada peluria. I fiori spuntano da aprile a ottobre all'ascella delle foglie, accoppiati e peduncolati e sono di colore rosa violaceo con striature più scure, graziosi e decorativi.
Allo stato selvatico è una specie comune dal mare fino a 1200 m di quota (in zona protette e soleggiate ). Cresce in prati incolti, su ruderi e detriti; a volte si sviluppa anche ai lati delle strade e come infestante.

Codice QR di questa pagina:
QR Code

Coltivazione

Predilige terreni freschi e ricchi, in zone con climi temperati e ben esposte, ma sorprende talvolta sviluppandosi anche in zone povere e apparentemente inospitali. Si moltiplica da seme distribuito in inverno in semenzaio, per poi trapiantare le piantine a dimora in giugno, o direttamente in piena terra a primavera su terreno lavorato e concimato: in questo caso, allo spuntare della quarta foglia si esegue un diradamento lasciando almeno 20-25 cm di distanza tra un esemplare e l'altro.
La malva germina velocemente se annaffiata in modo adeguato; inizialmente occorre mantenerla libera dalle infestanti che possono ostacolarne lo sviluppo. può essere attaccata dalla ruggine, malattia crittogamica che colpisce le foglie con l'arrivo dell'inverno e difficilmente viene risolta; è meglio non ripetere sullo stesso sito la sua coltivazione per qualche anno. In giardino, alcune varietà ("Mystic Merilin", "Zebrina") trovano anche impiego a scopo ornamentale.

Raccolta

Da giugno a settembre si colgono i fiori ancora in boccio o appena schiusi e le foglioline più giovani e tenere (preferibilmente prima che la pianta emetta i fusti); conviene effettuare l'operazione al mattino presto. In tarda primavera è possibile consumare il midollo dei fusti (si sbucciano dalla fibra esterna): è meglio effettuare i prelievi a fioritura appena iniziata. poichè in seguito i fusti si induriscono e la parte tenera con il midollo si riduce.

Conservazione

I fiori vanno fatti essiccare  in locali ombrosi, asciutti e ventilati; le goglie si possono disidratare anche esponendole direttamente al sole per qualche giorno.

Virtù terapeutiche

L'uso della malva è antichissimo: se ne trovano cenni già in epoca romana e greca e tuttora è una delle erbe più vendute nelle eroboristerie. Da sempre è una pianta conosciuta come "rimedio per ogni male". Contiene vari principi attivi tra cui glucosio, ossalato di calcio, vitamine, pectina, mucillagine (10-20%). Soprattutto quest'ultimo elemento produce un effetto emolliente e protettivo sulla pelle e sulle mucose interne ed esterne, oltre che un'azione lassativa. La malva ha inoltre un certo valore come antiflogistica, bechina, lassativa, oftalmica. Contro la tosse, basta far sobbolire 1 l di latte con una manciata di foglie  fresche di malva, filtrare e dolcificare con miele; se ne bevono quattro-cinque tazze al giorno.

In cucina

I germogli, le foglioline ma anche i fiori freschi (molto decorativi) diventano un delicato ingradiente di gustose insalate primaverili: anche solo così la malva sarà in grado di svolgere il suo effetto antinfiammatorio e di blando lassativo. I fiori in boccio possono essere conservati sotto sale o sott'aceto come i capperi.
Le foglie e le cime più tenere dei fusti sono un'ttima verdura cotta, da consumare come tale o in frittata, risotti e minestre (in questo caso le foglie vanno liberate dalla costolatura e tritate finemente).