Le molte specie di menta presentano analoghe caratteristiche e proprietà aromatiche e medicinali. Tra tutte Mentha piperita è sicuramente la più nota: è un'erbacea perenne con apparato radicale molto sviluppato, ricco di stoloni. Ha il fusto quadrangolare (tipico delle Labiate), eretto e verde-violaceo, foglio opposte, picciolate, a margine dentato, spesso pubescenti. I fiori, raggruppati in verticillastri spighiformi, compaiono a luglio, sono di colore biancastro o rosso-rosati e con un intenso e gradevole odore.
La menta piperita è probabilmente un ibrido naturale tra Mentha acquatica e M.spicata ed è da sempre molto coltivata, anche a scopo industriale e farmaceutico. Si rinviene anche allo stato selvatico ma non è diffusa quanto altre specie dello stesso genere (Mentha aquatica, M.longifolia, M.arvansis...).
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Coltivazione
Non ha particolari esigenze, benchè le zone temperate risultino più idonee alla sua coltivazione e i terreni migliori siano quelli ricchi di sostanza organica, sciolti e asciutti.
Poichè è una forma ibrida, si moltiplica per via agamica utilizzando gli stoloni (prelevati in primavera o autunno e trapiantati a circa 20 cm di distanza l'uno dall'altro) o per talee apicali (operazione da compiere a fine estate).
Oltre ad annaffiare soprattutto dopo l'impianto, occorre praticare regolari zappettature. Attenzione: se non contenuta, la pianta può diventare infestate grazie all'esteso apparato radicale; a fine stagione è meglio estirparla, ripiantando poi nuovi stoloni. Se il terreno non è ben drenato possono svilupparsi ruggine e marciumi radicali. Come prevenzine occorre evitare di bagnare le foglie e di lesionare la pianta.
Raccolta
Della menta vengono utilizzate le foglie e le sommità fiorite, da raccogliere ben asciutte.
Conservazione
Per l'essicazione si prelevano le foglie di menta in maggio-giugno o in settembre e si lasciano su graticci in locali ombrosi, asciutti e ventilati.
Virtù terapeutiche
La menta ha proprietà digestive, leggermente antisettiche; viene usata per combattere l'asma, la nausea, come blando stimolante della motilità intestinale. Il suo componente più importante e senz'altro l'olio essenziale (mentolo, mentone, acido acetico e valerianico...) presente in particolar modo nelle foglie fresche; va utilizzato con cautela perchè, ad alte dosi, possiede proprietà analoghe a quelle di certi stupefacenti, provocando dapprima uno stato di agitazione, tremiti, convulsioni e, successivamente, una forte depressione.
Il mentolo puro applicato su pelle e mucose esercita una leggera azione anestetica; viene anche utilizzato per aromatizzare preparati farmaceutici di cattivo sapore e in profumeria.
In cucina
Forse la piperita è la specie meno adatta a insaporire le pietanze perchè il suo aroma, seppur gradevolissimo, è troppo marcato. Viene però utilizzata per la preparazione di liquori, bevande e prodotti dolciari; ottima anche per il famoso tè alla menta, dissetante e digestivo. Specie dal sapore più lieve (Mentha gentilis, M.pulegium o mentuccia) sono invece utilizzate per aromatizzare verdure lesse (zucchine, patate), frittate, gelati, macedonie, salse ecc.