Tarassaco

Taraxacum officinale

Famiglia: Asteraceae

Tarassacum Officibalis - infiorescenza

Chiamato anche dente di leone o soffione, è un'eracea perenne di colore verde, di bassa statura e con radice fittonante carnosa e ramificata. Le foglie sono disposte a rosetta, oblungo-ovate, con nervatura mediana e roncinate (cioè frastagliate con lobi di lunghezza decrescente dall'alto verso il basso, appuntiti e ritorti a uncino); se tagliate emettono una linfa biancastra.
L'infiorescenza è composta da grossi capolini assurgenti, sostenuti da un lungo picciolo carnoso che compaionoda febbraio a ottobre. L'infruttescenza prende il nome di soffione ed è composta da acheni sorretti da un pappo atto a portarli durante il volo di disseminazione.
In natura la sua vegetazione precoce e vistosa è presente un pò ovunque, spesso come infestante. Si trova in campi, pascoli, boschi, ai bordi delle strade e dei sentieri, dal mare fino ai 2000 m di quota con numerosi ecotipi differenti. Il tarassaco può essere facilmente confuso con la cicoria selvatica (Chicorium intybus), la quale se ne distingue per avere la radice esternamente chiara anzichè rossastra.

Tarassaco - Infiorescenza a maturazione
Tarassaco - Foglie
Codice QR di questa pagina:
QR Code

Coltivazione

Generalmente il tarassaco viene poco coltivato anche perchè è facile reperirlo allo stato selvatico. Si adatta comunque bene a qualsiasitipo di frequenti somministrazioni di acqua durante la germinazione, in seguito si adatta bene anche a climi asciutti. Non richiede cure particolari. E' sufficiente mantenere il terreno libero dalle infestanti e ben arieggiato.

Raccolta

Si raccoglie la pianta intera, possibilmente compresa della radice prima della fioritura, senza dopo. Nel dettaglio: la radice di tarassaco si preleva da giugno a settembre, le foglie da ottobre ad aprile, i fiori quando sono in boccio o in piena fioritura (eliminando le parti verdi che sono molto amare).

Conservazione

Le foglie di tarassaco non si prestano all'essiccazione: piuttosto si sbollentano in acqua  e, dopo averle ben strizzate, si conservanoin porzioni nel congelatore. La radice può al contrario essere essiccata dopo averla pulita e tagliata a pezzetti.
I fiori non ancora schiusi si possono conservare sott'aceto o sotto sale per poi utilizzarli come condimento, cone si fa con i capperi.

Virtù terapeutiche

Le radici contengonbo alcoli triterpenici, steroli, vitamine, linulina, acido caffeico, nicotico, linoleico, miristico, asparagina, mucillagini e altro ancora. Oltre che di vitamine (A,B,C,D), il tarassaco è ricco di sali minerali (fosforo, potassio, calcio, magnesio ecc.). E' consigliato in caso di insufficienza epatica, calcoli renali, ipercolesterolemia, stitichezza, eczemi, anemia.
Per le sue proprietà colagohe, diuretiche, depurative, lassative, amaro-toniche, note da sempre, la medicina popolare lo pone al centro di una vera e propria tarassacoterapia: un programma di stagionalo cure disintossicanti del fegato e dell'organismo.

In cucina

Non è una aromatica vera e propria bensì una gustosa verdura di campagna, dal sapore gradevolmente amaro. Le foglie tenere possono entrare a far parte di insalalte fresche; i cespi interi, ben mondati, possono venire lessati e poi passati in padella. In alcune regioni la pianta, dopo essere stata scottata, viene conservata sott'aceto così come i fiori non ancora chiusi (poi impiegati come si fa con i capperi). Meno diffuso è l'utilizzo della radice che comunque è un'ottima verdura cotta