Timo

Thymus vulgaris, T. serpyllum

Famiglia: Lamiaceae

Timo mix

E' un piccolo arbusto perenne che forma cespugli compatti. Il fusto(30 cm) è ricco di rami che tendono a lignificare con facilità. Le foglie sono lineari-lanceolate, di piccole dimensioni e di colore verde argentato. I fiori, bianco rosati o lilla, compaiono dalla primavera all'estate raggruppati in spighe all'ascella delle foglie; i frutti sono acheni. Tanto comune da divenire a volte infestante, il timo si rinviene praticamente ovunque, dal livello del maro fino ai 2000 m di quota, dove forma splendidi tappeti profumati fra le rocce delle Alpi e degli Appennini. Si sviluppa tipicamente in ambienti poveri, aridi, sassosi. Dato l'andamento prostrato, in genere è poco visibile perché viene nascosto da piante più rigogliose.
Specie simile è il serpillo (Thymus serpyllum), che si differenzia per le foglie distese e prive nella pagina inferiore della patina argentea e per il fatto di essere più rustico e più povero di principi attivio, pur essendo anch'esso utilizzato in erboristeria come antisettico e antispasmodico.

Timo vulgaris
Timo vulgaris - particolare
Timo Silver
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Coltivazione

Specie molto rustica, il timo cresce bene ovunque, pur prediligendo terreni pietrosi e calcarei ben esposti al sole. Può essere seminato in semenzaio ad aprile e quindi trapiantanto a dimora in piena estate, lasciando tra un esemplare e l'altro circa 30 cm di distanza. Dato che però all'interno di un giardino familiare difficilmente si sarà interessati a vaste coltivazioni di una sola specie, è consigliabile la riproduzione per divisione di cespi o per talea (utilizzando i rametti laterali già lignificati). Le nuove piantine vanno interrate in primavera o in autunno, lasciando lo spazio sufficiente al loro sviluppo arbustivo e tendenzialmente tappezzate.
Il timo non richiede particolari cure colturali se non qualche annaffiatura dopo l'impianto e la pulizia dalle erbe infestanti che possono altrimenti nasconderlo.

Varietà

Sono facilmente reperibili numerose cultivar: con foglioline dorate (T. serpyllum "Aureus"), con fragranza di limone (T. x citriodorus "Fragrantissimus") e molte altre. Da tenere in considerazione anche la specie T. herba-barona, endemica in Sardegna, molto profumata ma sensibile al freddo.

Raccolta

Tutta la pianta emana un gradevole aroma, ma vengono utilizzate soprattutto le foglie.

Conservazione

Per l'essicazione, si tagliano i rami alla base e si legano in fasci lenti, ponendoli poi in locali ombrosi, asciutti e ventilati. L'operazione può essere fatta in essiccatoio non superando però la temperatura di 35 °C. Si separano le foglie dai rami per battitura e si conservano in barattoli di vetro, al riparo dall'umidità.

Virtù terapeutiche

Contiene un olio essenziale (timolo, carvacrolo, canfene, geraniolo, linalolo ecc.), resina, acidi fenolici, tannini, flavonoidi. Fin dall'antichità è stato adoperato dalla medicina popolare per sue proprietà balsamiche e anticatarrali, antisettiche, stimolanti, antibiotiche. L'impiego dell'assenza di timo è di aiuto per regolarizzare il flusso mestruale, calmare la tosse (anche nei bambini) ed è utile nella disinfestazione e medicazioni di ferite e affezioni cutanee

In cucina

Aromatica molto apprezzata in cucina sia per l'ottimo sapore sia per la proprietà di rendere più digeribili le pietanze, il timo viene impiegato per aromatizzare sughi e ragù, carni, pesce, verdure e persino liquori e aceto. Le foglioline fresce sono ottime per regalare una nota di sapore alle insalate fresche.