Pianta erbacea perenne, si caratterizza per il bulbo sotterraneo ricoperto da tuniche e suddiviso in bulbilli (6-15) a forma di spicchi.
L'alto fusto, che raggiunge anche gli 80 cm, ha foglie lineari appuntite; i fiori sono biancastri, verdognoli o anche rossastri e compaiono in giugno.
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Coltivazione
Si coltiva facilmente in tutta Italia; predilige un clima mite e asciutto, ma sopporta anche temperature intorno ai 10-15 °C. Considerando che si sviluppa durante mesi generalmente piovosi, è meglio evitare i terreni poco drenati, che favoriscono la comparsa di marciumi sui bulbi, preferendo invece quelli sciolti e soleggiati.
Va messo in coltivazione in ottobre-novembre al Sud e in gennaio-marzo al Nord. Si utilizzano i bulbilli (cioè gli spicchi che compongono il bulbo) più esterni e ben sviluppati, completi di tunica, i quali vanno piantati a una profondità di 5 cm circa, lasciando una distanza di 10-15 cm tra l'uno e l'altro e di 25 cm tra le file. Gli spicchi devono essere interrati con l'apice rivolto verso l'alto e senza premerli troppo sul fondo della buca per non impedire lo sviluppo delle radichette.
E' opportuno mantenere il terreno ben sarchiato, libero delle infestanti e privo di crosta superficiale. In caso di fioritura precoce è bene asportare lo scapo fiorale per non sottrarre sostanze nutritive ai bulbi.
L'aglio può essere attaccato da alcuni parassiti (criocera, nottua, tignola e mosca) e malattie (peronospora e ruggine). Di conseguenza, si consiglia di non ripiantarlo nello stesso sito dell'anno precedente; sono inoltre da evitare eccessive concimazioni e l'utlizzo di composto o letame non perfettamente maturo. L'unico apporto nutritivo richiesto è, infatti una concimazione durante la preparazione del terreno prima dell'impianto.
Varietà
Sono molti i tipi di aglio in commercio, tra loro diversi per colore dei bulbi, precocità, dimensioni e aroma. I gruppi principali sono due: a bulbo rosa e a bulbo bianco. Il primo, con spicchi piccoli e leggermente rosati, viene piantato in ottobre-novembre e va consumato preferibilmente fresco perchè poco resistente all'umidità e facile preda di marciumi. Il secondo ha un aroma molto più accentuato, è rustico e di più facile conservazione; i bulbilli si interrano a fine inverno.
Raccolta
Malgrado si tratti di una perenne, nella coltivazione familiare le "teste" vengono dissotterrate durante il periodo di riposo (in giugno-luglio al Nord e qualche mese prima al Sud). Si usa lasciarle una settimana a seccare, posate sul terreno asciutto; poi si eliminano le tuniche esterne, le foglie e le radici. A questo punto i bulbi vengono destinati parte all'alimentazione e parte alla semina.
Conservazione
Le teste d'aglio per l'alimentazione si conservano appese in trecce o mazzi, in luoghi bui, asciutti e arieggiati. I bulbi destinati alla semina dell'anno seguente, suddivisi in spicchi, si tengono in un ambiente umido a circa 7 °C così da favorirne la germogliazione.
Virtù terapeutiche
Oltre a un olio essenziale, l'allicina, che ne caratterizza l'aroma, contiene sali minerali, oligoelementi, vitamine (A, B1, B2, PP, C) e ormoni vegetali. E' efficace contro dolori reumatici e artritici, vermi intestinali, febbri; inoltre, grazie all'indiscussa proprietà antisettica, è un'eccellente prevenzione contro le malattie infettive. E' controindicato per chi soffre di pressione bassa, ai malati di fegato e alle donne che allattano.
In cucina
Il sapore leggermente piccante e l'aroma intenso fanno dell'aglio un protagonista di un primo piano in moltissimi piatti: insalate, sughi, minestre, verdure cotte, sformati, arrosti, ecc. In particolare va utilizzato nelle pietanze particolarmente grasse perchè la sua proprietà di stimolare i succhi gastrici facilita la digestione. L'aglio dal sapore più delicato è quello primaverile, squisito anche crudo, mentre l'aglio estivo e autunnale è più adatto alle preparazioni cotte.